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Esportazione di animali vivi via aerea in Europa: Un'opportunità per il ripristino ecologico nel 2024?

L'esportazione di animali vivi via aerea, una pratica controversa, potrebbe paradossalmente offrire nuove opportunità per il ripristino ecologico e la gestione del territorio in Europa.

Di Eleonora Conti4 min di letturaMilano, IT
Un aereo cargo sorvola un paesaggio europeo che unisce ripristino ecologico e agricoltura sostenibile, evocando la complessa relazione dell'esportazione di animali vivi via aerea.
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L'esportazione di animali vivi via aerea in Europa, sebbene sia una pratica intrinsecamente complessa e spesso controversa per le sue implicazioni sul benessere animale, presenta un'inaspettata angolazione che potrebbe, in scenari specifici e ben regolamentati, contribuire al ripristino ecologico e alla migliore gestione del territorio. Questo implica un ripensamento delle filiere e l'incentivazione di allevamenti estensivi che, per le loro caratteristiche, possono favorire la biodiversità e la salute degli ecosistemi.

Quali sono i legami tra l'esportazione aerea di animali e il ripristino ecologico?

Paradossalmente, l'esportazione aerea di animali vivi, se reindirizzata, potrebbe supportare il ripristino ecologico. Questo avviene quando la domanda internazionale si sposta da animali destinati all'allevamento intensivo, che richiede meno spazio, a quelli provenienti da sistemi di allevamento estensivo. L'allevamento estensivo, in cui gli animali pascolano su vaste aree, gioca un ruolo cruciale nel mantenimento della biodiversità, nella salute del suolo e nella prevenzione degli incendi, agendo come "ingegneri ecologici" (Rewilding Europe, 2023).

Promuovere le esportazioni di specie allevate estensivamente, o persino di razze autoctone da utilizzare in programmi di "rewilding" in altre regioni, potrebbe trasformare un sistema problematico in un catalizzatore per il recupero degli habitat. Tuttavia, ciò richiede un cambiamento radicale nelle politiche e nella percezione del valore di questi animali.

Come si confronta l'Europa nel panorama globale delle esportazioni aeree di animali vivi?

L'Europa è un attore significativo nel commercio globale di animali vivi, inclusa la componente aerea. Paesi come i Paesi Bassi, la Francia e la Germania sono tra i maggiori esportatori di bovini e suini destinati a mercati extra-europei, spesso in Medio Oriente e Nord Africa (Eurostat, 2022). Tuttavia, la pressione pubblica e le preoccupazioni sul benessere animale stanno portando a un riesame delle normative.

Un grande pascolo verde con bestiame europeo e spazi ampi che richiamano la gestione del territorio.
Elevato benessere per l'allevamento estensivo.Humane Foundation

A livello globale, l'Australia e la Nuova Zelanda sono noti per le loro esportazioni di ovini e bovini via mare e, in misura minore, via aerea, con rotte consolidate verso l'Asia. Le pratiche europee sono generalmente soggette a regolamentazioni più stringenti rispetto ad altre regioni, anche se le lacune persistono, specialmente sul benessere durante i viaggi lunghi (European Parliament, 2020).

PaeseBoviniSuiniPollame (da riproduzione)
Paesi Bassi45.278.1112.5
Francia38.912.755.8
Germania21.55.342.1
Irlanda15.70.211.2
Belgio9.86.128.9
Principali Paesi Esportatori di Animali Vivi via Aerea in Europa (Valore Economico, Milioni di Euro) - Fonte: Eurostat, 2022

Quali sono le sfide per il benessere animale nel trasporto aereo?

Il trasporto aereo impone stress unici sugli animali. Le variazioni di pressione e temperatura, il confinamento in spazi ristretti, la disidratazione e il rumore degli aeromobili possono causare sofferenza significativa e, in alcuni casi, mortalità (EFSA, 2020). La mancanza di spazio adeguato per muoversi o riposare è una preoccupazione primaria.

“Il benessere degli animali durante il trasporto aereo è una priorità assoluta che spesso non viene adeguatamente affrontata a causa delle pressioni economiche e delle carenze normative. Sono necessari standard internazionali più rigorosi e una supervisione costante per garantire che gli animali siano trattati con dignità, indipendentemente dalla destinazione.”

Dott.ssa Laura Bianchi, Veterinaria e Ricercatrice in Etologia, Università degli Studi di Milano

L'Europa ha cercato di rispondere con normative più severe (Regolamento CE n. 1/2005), ma l'applicazione effettiva e la coerenza tra gli Stati membri rimangono sfide. La durata del viaggio, le condizioni climatiche estreme nei Paesi di destinazione e la gestione durante le soste sono fattori critici da monitorare.

Come si possono promuovere pratiche più sostenibili e il ripristino ecologico?

Per trasformare l'esportazione di animali vivi via aerea in un'opportunità, è fondamentale un approccio olistico. Ciò include il sostegno all'allevamento estensivo e rigenerativo, che ha un impatto positivo sull'ambiente e può fornire animali più resistenti ai viaggi. Invece di esportare animali per l'allevamento intensivo, si potrebbe promuovere l'esportazione di materiale genetico o di prodotti finiti.

Inoltre, l'innovazione tecnologica può migliorare le condizioni di trasporto, con container più spaziosi, sistemi di monitoraggio della temperatura e dell'umidità, e pause adeguate durante i viaggi lunghi. La chiave è ridurre la dipendenza dal trasporto di animali vivi per scopi alimentari diretti, favorendo un cambio verso diete più basate sui vegetali e approvvigionamento locale (EAT-Lancet Commission, 2019).

In quest'ottica, i programmi di "rewilding" che impiegano specie autoctone o razze tradizionali di bestiame per ripristinare ecosistemi degradati stanno guadagnando slancio. L'esportazione mirata di questi animali, sotto stretto controllo sanitario e etico, potrebbe essere un caso d'uso specifico e giustificabile per il trasporto aereo, ma solo se le condizioni di benessere sono ottimali e lo scopo è chiaramente ecologico.

Tendenza delle Esportazioni di Animali Vivi dall'UE (Milioni di Capi)

Fonte: European Livestock and Meat Trades Union (UECBV), 2023. Nota: Dati aggregati per tutte le specie e modalità di trasporto per indicare la tendenza generale.

Domande frequenti

Il trasporto aereo è più umano del trasporto marittimo per gli animali?+

Non necessariamente. Sebbene il trasporto aereo sia più rapido, riducendo la durata complessiva del viaggio, gli animali sono comunque sottoposti a stress da confinamento, rumore e variazioni climatiche. Le condizioni di spazio e la gestione durante il carico e scarico sono spesso problematiche, e la densità degli animali per volo può essere molto elevata. Entrambe le modalità presentano sfide significative per il benessere animale.

Quali animali vengono esportati più frequentemente via aerea dall'Europa?+

Dall'Europa, le esportazioni aeree riguardano principalmente avicoli da riproduzione (pulcini di un giorno, uova da cova), ma anche bovini di razza pregiata e, in misura minore, ovini e caprini destinati a scopi riproduttivi o di miglioramento genetico in Paesi extra-UE. La velocità del trasporto aereo è cruciale per la sopravvivenza dei pulcini e per il mantenimento della genetica di alto valore.

Qual è il ruolo delle organizzazioni per il benessere animale in questo contesto?+

Le organizzazioni per il benessere animale svolgono un ruolo cruciale nella denuncia delle pratiche crudeli, nel monitoraggio delle spedizioni, e nella pressione su governi e istituzioni per l'implementazione di normative più severe. Lavorano anche per promuovere alternative al trasporto di animali vivi, come il commercio di carne refrigerata o di materiale genetico, e per promuovere stili di vita più sostenibili e basati sui vegetali.

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